30 OTTOBRE 2016 – 30 OTTOBRE 2020: 1460 giorni di dolore, rabbia e resistenza.

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Il 30 ottobre 2016 una forte scossa di magnitudo 6.5 (la più forte dai tempi dell’Irpinia 1980) colpì il centro Italia con epicentro tra Norcia e Preci. Seguiva alle scosse del 24 agosto (che aveva causato 299 vittime) e del 26 ottobre. Vi saranno poi le scosse del 18 gennaio e la tragedia di Rigopiano.

C’è una frase di un terremotato, ancor più evidente oggi con il Covid-19, tratta dal libro “Sul fronte del sisma” di Emidio di Treviri in cui si dice: “Il terremoto è come la guerra: c’è chi mangia e si arricchisce e chi muore di fame. I ricchi prendono il loro e pure quello degli altri, ai poveri restano gli scarti e le macerie”.
Oggi, a quatto, anni da quel terremoto, mandiamo un abbraccio alle migliaia di persone rimaste improvvisamente sole, con scarti e macerie.

Noi non dimentichiamo e continuiamo ad essere accanto, con la nostra presenza e con progetti concreti, alle persone colpite che si battono per salute, reddito e ricostruzione.
Per questo ringraziamo Left di aver ospitato le loro voci e soprattutto ringraziamo Sandro, Marianna, Francesco, Flavia, Antonella, Valentina e tutti coloro dai quali non abbiamo mai smesso di imparare l’amore per l’Appennino.

[Mentre scriviamo apprendiamo di una forte scossa (magnitudo 7.0) in Grecia nei pressi dell’isola di Samo, non conosciamo l’entità dei danni ma vogliamo comunque esprimere la massima solidarietà alle popolazioni colpite]

 

Qui sotto l’articolo di Left