[BSA NAZIONALE] solidarietà e autorganizzazione. Bollettino dal sisma n°4

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Lunedì 27 Agosto 2012

Sono passati 3 mesi dalle scosse di Maggio. In questi ultimi giorni dopo i temporali del weekend la temperatura si è abbassata, l’Emilia respira aria più fresca. È un sollievo per chi ancora dorme in tenda, anche se l’aria frizzante del mattino e l’umido della notte a tutti fanno pensare, con un po’ di preoccupazione: si avvicina l’autunno.


Il nostro intervento a Cavezzo volge al termine in questa fase di fine estate. Ci viene chiesto di liberare lo spazio della polisportiva cavezzese in via Cavour 49, per consentire alle associazioni locali di iniziare a svolgere attività qui. Abbiamo fatto tante iniziative in questi mesi e spesso abbiamo incontrato la gratitudine di molti abitanti che da tempo non vedevano vivere questo posto, oltre che per le attività sportive, come luogo di aggregazione. Molti, invitati da noi per una cena o una festa, ricordavano di quando, tanto tempo fa, ogni comune o frazione della Bassa ospitava la sua Festa dell’Unità (ai tempi un’altra cosa rispetto ad oggi) e gli emiliani sapevano di avere un appuntamento fisso con la socialità e la buona cucina. A Cavezzo era proprio dove ora sorge il nostro campo base, saremmo quindi felici di andarcene se sapessimo che questo luogo tornerà ad essere bene comune, a disposizione della collettività.


Il 9 Settembre termina dunque il nostro intervento così come tutti lo hanno conosciuto fin’ora. Ciò che non termina invece è l’emergenza che ancora pervade l’Emilia, le sue tendopoli istituzionali, quelle autogestite, le zone rosse dei paesi, le campagne costellate di macerie e le scuole, soprattutto quelle che non riapriranno a breve. Con l’autunno alle soglie e nessuna certezza sul destino delle migliaia di persone che non hanno più una casa in cui vivere, ci risulta impossibile non rimanere ancora, accanto alla popolazione.


Abbiamo distribuito centinaia di furgoni di generi di prima necessità, abbiamo mappato decine di campi autogestiti e accampamenti spontanei, abbiamo ascoltato e sostenuto migliaia di persone in difficoltà, ma non abbiamo risolto nulla, né ci siamo minimamente avvicinati a farlo. Non che saremo mai in grado di trovare soluzioni, noi, ma certo il nostro impegno nel sostenere le persone e le loro rivendicazioni continuerà a lungo, fino a che non avremo la sicurezza che l’emergenza sarà finanziata dallo Stato e che tutti avranno un tetto sopra la testa, possibilmente entro l’inverno.


LA BASSA E’ ANCORA SCOSSA, DIAMOCI UNA MOSSA!

Una nuova campagna mediatica, per ricordare all’Italia che qui le difficoltà continuano. Iniziative in tutte le città in cui esiste una BSA o da cui vengono i nostri volontari, per raccogliere fondi e raccontare cosa succede nella Bassa. Uno sportello itinerante, per restare accanto a chi ha bisogno raggiungendo tutti i comuni del cratere.

Queste a grandi linee sono le idee che le Brigate di Solidarietà Attiva intendono realizzare d’ora in poi. Un nuovo intervento che ci vedrà girare per la Bassa insieme ai comitati popolari per incontrare, assistere, informare tutti gli emiliani che lo vorranno e che ne avranno bisogno. Il nostro camper sarà a disposizione degli architetti e ingegneri del comitato Sisma.12 e il punto d’ascolto di Cavezzo diventerà mobile, continuando le sue attività senza soste, semplicemente allargando la presenza sul territorio non più solo in questo comune ma anche in tutti gli altri.


Se infatti è difficile di per sé essere chiari nell’interpretazione dei decreti e delle ordinanze che sono ancora molto vaghi e a tratti controversi, è ancora più difficile capire come si stanno muovendo i diversi COC della zona, perché ognuno ha le sue specificità e ognuno prende decisioni a sé, contribuendo ad aumentare la confusione generale. Sosterremo dunque il comitato nel suo intento di mappare la situazione su tutto il cratere, esigendo trasparenza da parte delle amministrazioni.


Dall’analisi dei dati del punto d’ascolto abbiamo estratto 4 macro-aree tematiche che rappresentano gli ambiti di maggior criticità che interessano gli utenti con cui siamo entrati in contatto (circa 500 nuclei familiari). Sono le aree tematiche che affronteremo insieme ai professionisti con il nostro sportello mobile. Casa e lavoro le principali, perché il terremoto ha distrutto o reso inagibili sia le abitazioni sia molti capannoni e luoghi di lavoro. Un terzo ambito è quello dell’agricoltura, di cui nessuno parla ma che è un settore in crisi, costretto entro le morse dei consorzi e dei prezzi della grande distribuzione e soggetto a grande variabilità nella capacità di sostentamento dei piccoli produttori. Infine un’altra maxi-area che abbiamo chiamato anticrisi, che riguarda sempre i temi casa e lavoro ma che non dipendono dal terremoto. Sono tutte le famiglie in grande difficoltà per via della crisi economica. Sono famiglie che soffrono la precarizzazione del lavoro o la disoccupazione. Potenzialmente sono tutti casi da servizi sociali, che se però se ne facessero carico probabilmente risulterebbero ingolfati e inadeguati ad affrontare e risolvere la situazione. Resta per noi un grande interrogativo come risolvere questo fenomeno complesso che non riguarda certo solo l’Emilia ma che va preso in considerazione immediatamente, prima che la tensione sociale in continuo aumento diventi esplosiva.


Terremotati o meno, il lavoro resta il fulcro della possibilità di emancipazione delle diverse fasce sociali. Lascia quindi perplessi che il CAS e i contributi previsti per l’emergenza non tengano conto del reddito, quasi a voler fingere che non sia una variabile di rilevanza estrema. Il Piano Case invece, ancora in via di definizione, prevede l’utilizzo delle case sfitte per ricollocare gli sfollati. Ma quali sono queste case? Quante e dove sono disponibili? Saranno le seconde case degli emiliani oppure, come sospettiamo, saranno le case in vendita delle agenzie immobiliari, nel peggiore dei casi quelle dei palazzinari che nell’ultimo decennio hanno dato adito al dilagare della speculazione edilizia e cementificazione del territorio?


Tutto questo per noi riguarda il lavoro, la qualificazione o dequalificazione del territorio, l’amministrazione dei beni pubblici e privati che determina la condizione di vita delle persone, la possibilità più o meno accordata di esigere i propri diritti. Da qui vogliamo ripartire con il nostro nuovo intervento, da qui ricominciamo ad occuparci della Bassa sotto tutti i punti di vista, perché se è vero che l’Emilia è ancora scossa, è altrettanto vero che ora come mai è arrivato il momento.. di darsi una mossa!


Brigate di Solidarietà Attiva