[BSA Nazionale]COLTIVIAMO L’AUTORGANIZZAZIONE: chiamata dei volontari per l’Emilia

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‎CONTATTI PER I VOLONTARI: 

 Tiziana: 345 3532830
 bsamilano@gmail.com
In poco più di tre settimane, dopo che abbiamo deciso di mobilitarci in sostegno della popolazione emiliana colpita dal terremoto e tutt’ora dallo sciame sismico, abbiamo allestito uno spaccio popolare, un internet point e uno spazio di aggregazione a Cavezzo, uno spaccio popolare, una zona lavanderia e una ludoteca a Fossoli, siamo presenti negli altri accampamenti spontanei (sopratutto S. Possidonio, Concordia, Carpi, dove la prociv non è arrivata) col servizio “Volante Rossa”, tramite il quale in modo capillare stiamo tra la gente, soprattutto nei luoghi di autogestione dell’emergenza :  portiamo  cibo, vestiario, prodotti per l’igiene, ascoltiamo  e cerchiamo il confronto e la condivisione delle vere informazioni. 
Insieme al popolo e collaborando con varie realtà tra cui Prc, Fasce Rosse, ZonaAutonomaMilanese e  aderendo alla campagna lanciata dal Laboratorio Crash di Bologna e Spazio Guernica di Modena “Dal basso…alla bassa”, una raccolta beni e materiali del tutto autorganizzata.
C’è da tanto lavoro pratico da fare, ma non solo: siamo una realtà che non ama fare assistenzialismo puro. Come Brigate di Solidarietà Attiva prediligiamo le pratiche, ma lo facciamo sempre  cercando di favorire processi di autorganizzazione e aggregazione contro la militarizzazione delle zone colpite da emergenza.
Il lavoro dei nostri militanti quindi non è solo pratico, ma anche di controinformazione e politico:
dobbiamo aiutare la popolazione nella lotta alla militarizzazione del territorio, alla recinzione dei campi, come è successo ormai un po’ ovunque nonostante la contrarietà espressa dalle persone,
dobbiamo far arrivare ovunque la voce degli abitanti di quei luoghi, oltre la censura dei  mass media main stream e le sfilate pagliacciata di Napolitano e amici, raccontando la verità sulla situazione,
dobbiamo essere a fianco dei lavoratori nella denuncia dello scandalo delle delocalizzazioni, delle liberatorie che cancellano ogni responsabilità dei datori di lavoro in caso di incidente sul luogo di lavoro, dei licenziamenti tutto sotto il ricatto del contratto precario (o così o te ne vai) e molto altro.
Chiediamo a tutti, militanti e non, di mobilitarsi: c’è una popolazione intera, per nulla passiva, che rischia di essere annichilita non solo dal terremoto, ma nei campi di accoglienza da un’organizzazione verticistica e militare, nelle fabbriche dall’arroganza degli imprenditori locali, dal rischio corruzione nel “gioco” della ricostruzione.
Brigate di Solidarietà Attiva