[BSA TUSCIA] solidarietà della Brigata Tuscia ai lavoratori di Civita Castellana

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REPORT ASSEMBLEA CIVITA CASTELLANA 27/01/2012

Un folto gruppo di operai cassaintegrati di Civita Castellana (VT), a fronte del silenzio fatto calare
dalla politica istituzionale sulle condizioni di profonda crisi che investe nel suo complesso tutta
l’ampia zona del distretto industriale (fabbriche di ceramiche), si è auto organizzato e ha indetto
un’assemblea pubblica venerdì 27 Gennaio, invitando a partecipare oltre ovviamente ai lavoratori, i rappresentanti sindacali, i sindaci dei comuni coinvolti sul territorio che rientrano nel distretto e la
società civile. La risposta è stata senza dubbio positiva, si contavano più di duecento persone tra cui moltissimi lavoratori. Il tentativo era quello di far iniziare un percorso di lotta in difesa dei diritti dei lavoratori
per affrontare la crisi.

Ordini di problematiche individuate:

-Dislocazione della fabbriche all’estero: di fatto la produzione si è ridotta al 20% questo vuol dire
che fondamentalmente non ci sono assunzioni.
-alla crisi del territorio si aggiunge quella nazionale che fa precipitare una situazione già molto
precaria e difficile.
-Se cede il settore portante del territorio ossia quello della ceramica l’effetto domino sull’economia
sarà devastante
-L’innalzamento dell’età pensionabile aggrava ulteriormente un panorama di crisi già molto
complesso (in quindici anni hanno alzato l’età pensionabile di otto anni lavorativi)
-fine degli ammortizzatori sociali
-isolamento dei lavoratori-disinteresse delle istituzioni e dei sindacati.

E’emersa fin dai primi interventi la necessità degli operai di unirsi per uscire dalla condizione di
isolamento e rassegnazione in cui si trovano ormai da anni e che in questi ultimi mesi è andato
peggiorando. Le polemiche con il sindacato non sono state poche durante l’assemblea…molti operai chiedono spiegazioni riguardo l’assenza dei sindacalisti nei posti di lavoro, la mancanza di reale adesione con
gli operai…di fatto molti sottolineano uno scollamento tra rappresentanza sindacale e forza lavoro
reale. Gli interventi dei vari sindaci intervenuti,  compreso quello di Civita Castellana, oltre a portare solidarietà agli operai hanno tutti ribadito la necessità di unità e di raccordo tra le parti.

Le tematiche maggiormente affrontate sono state
-la crisi locale in relazione a quella globale
-la manovra salva Stato che in realtà è una manovra salva Banche
-l’inefficacia della politica
-la necessità di auto organizzarsi e prendere in mano la situazione in modo deciso.

La Brigata di Solidarietà Attiva della Tuscia, invitata dal Comitato di Lotta dei lavoratori,
ha espresso tutto l’appoggio al Comitato e all’Assemblea, ribadendo che solo con una forte
mobilitazione della parti sociali e organizzate, si può costruire una risposta alla Crisi.
Abbiamo spiegato brevemente il lavoro fatto a Nardò, della campagna “Ingaggiami Contro il
Lavoro Nero” e il progetto “Lega dei Braccianti del XXI° sec.” che ci ha visto operativi a Nardò, a Palazzo San Gervasio e ora a Rosarno.
Il ricavato delle arance della BSA Tuscia andranno a sostenere il comitato di lotta dei lavoratori e
dei cassaintegrati del distretto di Civita Castellana. Al di là di questo c’è la concreta intenzione di avviare un percorso fianco a fianco per sostenere ed unire le lotte dei lavoratori.

Nella parte finale dell’assemblea ci si è interrogati sul COSA FARE. Come prendere parola direttamente “resistendo contro il potere”. La cosa certa è che quell’assemblea è stata l’inizio di un percorso lungo, difficile, per nulla scontato in cui si lotterà fianco a fianco partendo dal basso .

Brigata di Solidarietà Attiva della Tuscia