DALLA MASSERIA BONCURI DI NARDO’: è ORA CHE LE AZIENDE AGRICOLE PAGHINO L’ACCOGLIENZA.

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Sono iniziate le operazioni di chiusura del campo di Masseria Boncuri di Nardò. Come abbiamo già detto la situazione è difficile: alcuni lavoratori sono ancora impegnati nelle aziende e il Comune di Nardò non ha più risorse. Altri, invece, attendono le paghe dai caporali. A dimostrazione di quanto non si voglia intervenire su questo punto, nonostante le numerose denunce. 
Le aziende che impiegano i lavoratori, sottopagandoli, non contribuiscono per nulla alle spese per l’accoglienza. Questa situazione deve cambiare. Non è giusto che le risorse pubbliche vengano impiegate per sostenere, di fatto, le aziende e che i lavoratori paghino il prezzo più alto fra tutti. La richiesta dei lavoratori di prorogare l’apertura del campo è la dimostrazione palese che il progetto ha funzionato, nonostante le mille difficoltà. Si rende necessario, a questo punto, una riflessione sulla divisione dei compiti e sulla attribuzione delle responsabilità di tutti i soggetti coinvolti. Secondo noi le imprese sono il primo, e forse l’unico, soggetto da coinvolgere nel sostegno alle politiche dell’accoglienza degna. Esse, infatti, dall’impiego dei lavoratori traggono il massimo profitto. 
Per questo chiediamo che le istituzioni convochino immediatamente le aziende che impiegano i lavoratori ancora attivi e chieda loro di organizzare l’accoglienza di tutti i braccianti che da esse dipendono, verificando che gli stessi abbiano i contratti regolari e che ricevano il giusto salario. 
Finis Terrae e le Brigate di Solidarietà Attiva sosterranno i lavoratori in tutte le forme.



BRIGATE DI SOLIDARIETA’ ATTIVA, FINIS TERRAE