Continuano i lavori di ristrutturazione del campo di Amatrice: stiamo ultimando l’approntamento dei container magazzino, per lo spaccio popolare e sala riunioni, container mensa, container dormitori e tutto l’occorrente per poter garantire una presenza sicura anche in condizioni climatiche difficilissime, come quelle che hanno flagellato il cratere nelle ultime settimane.

Ci sembrava giusto ridare prima possibile al campo una funzione a cui noi siamo molto affezionati e che pensiamo debba essere parte integrante del nostro modo di agire: la funzione aggregativa, il condividere il pasto, il parlare e confrontarsi, confrontarsi tra attivisti e terremotati, tra Vigili del Fuoco (presenza sempre più importante allo Spazio Solidale, sia per l’aiuto materiale e tecnico, sia per i vincoli di vicinanza e amicizia che solo in contesti come questo si cementificano in brevissimo tempo) e noi, fra terremotati.

In una zona come quella del cratere dove, oltre alle condizioni di vita delle singole persone è messa a dura prova una intera comunità, organizzare momenti di socialità non ha valore solo ricreativo: ha il grande valore di provare a rinsaldare quei rapporti messi a dura crisi dal terremoto, dallo spopolamento, dal clima.

Un modo di aiutare una comunità a resistere al rischio della dissoluzione.
Sempre al fianco di Amatrice che resiste, perché “l’amatriciano non molla mai!”