Pubblichiamo, perché lo riteniamo largamente condivisibile e una buona piattaforma valida per l’intero cratere, il documento del Comitato Civico 3e36 (pagina del Comitato 3e36), base della discussione col commissario straordinario del governo Vasco Errani.

Qui a seguito riportiamo, con una nostra brevissima analisi, alcuni punti del comunicato che riteniamo di primaria urgenza e necessità. Per una discussione più dettagliata e approfondita degli elementi di criticità in atto, vi invitiamo a leggere il documento allegato.

Aggiungiamo, inoltre, che ieri sera abbiamo preso parte alla riunione a Caldarola di Terre in Moto Marche. Abbiamo dato la nostra disponibilità e il nostro supporto alla costruzione di una rete di comitati e associazioni locali per intervenire sulle zone marchigiane del terremoto.

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SOLUZIONI ABITATIVE E DI SOSTENTAMENTO ALLE FAMIGLIE: Riteniamo che le popolazioni locali abbiano il diritto di sapere come l’amministrazione sta affrontando l’emergenza abitativa, sia in termini temporali che pratici. L’imperdonabile ritardo nella costruzione e nell’assegnazione delle soluzioni abitative di emergenza (SAE) è il frutto evidente di una gestione pubblica ancora una volta approssimativa e insufficiente, a partire dal sistema delle gare di appalto ben prima dell’emergenza sino ad arrivare alle procedure di verifica di agibilità degli immobili. La prevista costruzione di poche ma grandi aree destinate ai SAE ci sembra ulteriormente andare in contrasto con la struttura sociale dei territori, allontanando ancora di più le persone dalle proprie case, dalle proprie attività e dai luoghi a loro più familiari. Al tempo stesso, il sistema di stanziamento dei contributi di autonoma sistemazione (CAS) risulta essere assolutamente insufficiente per una grande parte della popolazione locale, accrescendo ulteriormente le difficoltà di coloro che hanno deciso di rimanere a vivere nei territori in situazioni abitative emergenziali.

BENI CULTURALI E AMBIENTALI: L’indubbia rilevanza storica e culturale del Centro Italia richiede un immediato intervento di censimento e messa in sicurezza del patrimonio architettonico e artistico. Nonostante questa necessità sia stata anche recentemente sottolineata dal governo, questo si scontra con un progressivo impoverimento delle competenze e del personale del MiBAC che di fatto è incapace di gestire ogni percorso di tutela e riqualificazione. Il personale qualificato viene regolarmente sostituito attraverso percorsi esclusivi di volontariato e di servizio civile, un meccanismo che non solo riduce notevolmente la professionalità ma che rende ancora più difficile una riqualificazione programmatica e su grande scala.

ATTIVITA’ AGRICOLE E ZOOTECNICHE. ATTIVITA’ COMMERCIALI, ARTIGIANALI E PRODUTTIVE: L’importanza dell’economia agricola e zootecnica nei territori del sisma richiede un’azione urgente ed efficace, ancor più necessaria dopo i danni provocati dall’ “emergenza neve”. In mancanza di un intervento diretto da parte delle amministrazioni, ci sembra urgente un allargamento delle maglie burocratiche per permettere lavori di adeguamento da parte dei titolari delle aziende e poter così ricominciare la produzione sul territorio. Allo stesso modo è necessario e urgente un intervento a sostegno delle piccole imprese commerciali, artigianali e produttive. La necessità di contributi immediati per far ripartire le piccole imprese del territorio, si affianca al bisogno di sostenere la produzione locale. Per questo, come BSA, ci stiamo attivando col percorso della Filiera Antisismica, promuovendo un meccanismo di contatto e vendita diretta tra i produttori locali e i gruppi di acquisto popolari sul territorio nazionale.

PIANI DI RICOSTRUZIONE E TRASPARENZA: La fase di ricostruzione sarà un processo ampio e complicato, nel quale è necessario che vengano considerati come primari i bisogni e gli interessi dei cittadini. Non si tratta solo di vigilare su possibili disservizi, abusi e manipolazioni, ma anche di conservare la memoria storica e il tessuto sociale ed economico dell’area. La ricostruzione deve imprescindibilmente partire dalle peculiarità della regione appenninica, sia dal suo potenziale storico-culturale che dalla sua pericolosità sismica e geomorfologica. Per questo serve la massima vigilanza sui percorsi di ricostruzione architettonica, adottando strumenti normativi e scientifici in grado di mettere in sicurezza o ricostruire gli edifici con caratteristiche antisismiche.

PARTECIPAZIONE E CONCERTAZIONE: Al fine di attuare un miglioramento nell’assistenza e nella gestione futura dei territori del cratere, senza ripetere gli “errori” madornali e i modelli disumani del recente passato, riteniamo imprescindibile la partecipazione di tutti i cittadini e gli enti presenti sul territorio nella fase di pianificazione decisionale e pratica. Riteniamo che la soluzione delle emergenze, nelle loro necessità immediate e future, debba consapevolmente ascoltare prima di tutto le comunità locali, che rappresentano la struttura sociale ed economica del territorio. Non vogliamo che si ripetano mai più gli “errori” del passato e che la vita delle popolazioni venga sacrificata per decisioni stabilite dall’alto in nome della speculazione, del profitto e degli interessi politici.

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(Il testo integrale del comunicato in pdf lo potete visualizzare e scaricare direttamente dalla pagina web del Comitato Civico 3e36: COMUNICATO – Comitato 3e36)