Questo report è di due giorni fa dei nostri interventi nel teramano. Raccontare cosa abbiamo fatto è utile per far sapere che l’emergenza neve non è ancora finita.

Ci siamo mossi da Teramo per raggiungere, molto presto, la frazione di Senarica, nel comune di Crognaleto: una squadra composta da 13 persone, tra i quali alcuni migranti che si sono messi a disposizione per venire con noi. Abbiamo raggiunto la frazione con un pò di ritardo perchè ancora la viabilità non è stata ripristianata interamente. In alcuni tratti, sopratutto nel comune di Cortino, ci siamo dovuti fermare ad aspettare che intervenissero i mezzi per liberare la strada. A Senarica abbiamo collaborato con un gruppo di Vigili del Fuoco dalla Svizzera: principalmente abbiamo spalato per liberare gli ingressi delle case (sopratutto di anziani, le cui abitazioni ci sono state segnalate, perchè in situazione critica, proprio dagli abitanti del paese). La neve ora, a giorni dall’inizio dell’ingente nevicata, è diventata marmo: perfino le turbine dei Vigili del Fuoco si sono guastate in qualche caso. Aprirsi la strada con pale e picconi è diventata l’unica maniera di ricavare varchi pedonali. Verso metà pomeriggio il Sindaco ci ha chiesto di recarci nel centro di Crognaleto, dove risultavano necessari alcuni interventi: in un silenzio quasi spettrale abbiamo constatato come il centro fosse praticamente disabitato.

Una seconda squadra si è invece mossa in direzione della Fattoria Gioia (Cellino Attanasio), dove stiamo intervenendo in maniera ripetuta a causa della criticità della situazione: dopo un buon caffè e un briefing sui lavori utili, ci siamo messi di buona lena ad affrontare quel banco di ghiaccio che grava sulla sala mungitura, già crollata per l’appunto a causa del peso della neve. Abbiamo anche riaperto il passaggio per la stalla, dove tutt’ora trovano riparo dal freddo capretti, polli e vacche. Al solito ringraziamo Maria e suo marito, che hanno allestito un graditissimo pasto coi prodotti della fattoria. Abbiamo potuto quindi fare anche due chiacchere sulla copertura della rete elettrica con due tecnici Enel che hanno pranzato assieme a noi: erano stati mandati presso la fattoria a installare un gruppo elettrogeno che garantisse un minimo di copertura elettrica. A meno di novità, il nostro lavoro presso la Fattoria Gioia è terminato: non terminerà, per l’entusiasmo e il legame che si è creato, la nostra collaborazione con Maria e suo marito.

Stanchi, sporchi e sinceramente allibiti dai ritardi e dall’assenza di un efficace piano di intervento rapido e generale in Abruzzo per la risoluzione dell'”emergenza neve” (ma in montagna si può dire che c’è emergenza neve?) abbiamo terminato la nostra giornata. Grazie ai volontari e agli attivisti che in questi giorni, a piccoli gruppi e anche spontaneamente, hanno infilato la pala nella neve gomito a gomito con noi.

Dal popolo per il popolo,
fino a che anche l’ultima casa non sarà riaperta.