19 Ottobre: liberi tutti!

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Siamo felici. Felici di uscire con questo comunicato postumi.
Sara, Celeste, Raffaele, Rafel, Giovanni e Massimo sono liberi.
L’udienza ha confermato che non sussistevano motivi per l’arresto.
Ma noi il comunicato lo pubblichiamo comunque, col sorriso sulle labbra, perchè la solidarietà ha sempre valore e perchè funga da bentornato per i compagni.
Striscione bsa Pavia 
 C’eravamo tutti in piazza il 18 e 19 il ottobre. Studenti, lavoratori, disoccupati, precari, italiani e migranti. Si sono chiesti a gran voce casa e lavoro. Si è ribadita la contrarietà all’austerità, modello economico dichiarato fallito ormai anche dagli stessi economisti che lo hanno concepito.
Perchè la crisi noi non la dobbiamo pagare! La paghino i padroni!

E lo stato ha reagito come sa fare meglio: caricando, arrestando. Le prime cariche già il Venerdì mattina, al Pigneto: un plotone di celerini travolge il mercato e picchia commercianti, clienti e una ventina di ragazzi che volantinavano.

Alla sera una macchina di fiorentini viene perquisita: 3 anni di foglio di via da Roma e porto di oggetti atti a offendere per due caschi e il lucchetto di una bici.
Ghiotti episodi per quella stampa di regime che si è sperticata per creare un clima di terrore, di calata degli Unni a Roma.
Infine le cariche davanti al Ministero dell’Economia: “caricate solo per arrestare” sono state le parole di Pecoraro, quel prefetto che ha avuto il coraggio di tentare di far celebrare il funerale di Priebke ad Albano, città medaglia d’oro della Resistenza, provocando una forte reazione popolare. Non importa chi arresti, basta arrestare, avere il capro espiatorio. Poter dire che il blocco nero c’era.
Ha fallito la stampa, che non ha potuto raccontare la calata dei barbari che non c’è stata.
Ha fallito il Prefetto che si è trovato tra le mani 15 ragazzi e una forte rete di solidarietà attorno a loro. Restando in attesa di capire come andrà il processo, mentre si costruiscono fantasiose aggravanti (la bottiglia di acqua e  Maalox passata per acido da lanciare contro la Polizia, il numero dell’avvocato scritto sul braccio passato come chiaro segno di predeterminazione ), esprimiamo totale solidarietà agli arrestati.
Nessuna delazione, come il 15 Ottobre. Nessuna divisione buoni/cattivi. Solo sostegno.
L’unica violenza è quella che il capitale ogni giorno rovescia contro di noi, sfruttandoci sul lavoro, sfrattandoci dalle nostre case, picchiandoci quando pretendiamo diritti.

CELESTE, SARA,RAFFAELE, RAFAEL,MASSIMO E GIOVANNI SUBITO LIBERI

Brigate di solidarietà attiva- Federazione nazionale