[SALUZZO] lettera aperta dei migranti del Foro Boario al Sindaco

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Sabato scorso, durante la scuola di italiano, abbiamo letto con alcuni ragazzi queste dichiarazioni del Sindaco di Saluzzo Paolo Allemano
http://www.targatocn.it/2013/08/17/leggi-notizia/argomenti/attualita/articolo/saluzzo-la-legalita-e-il-rispetto-dellaltro-sono-patrimonio-della-stragrande-maggioranza-dei.html#.UhJXdpKGGSo

Ne è nata una discussione sui problemi di vita quotidiana, nelle baracche, sulla rivolta dell’acqua, sulle           condizioni di lavoro fino alla decisione di scrivere una lettera aperta al Sindaco e alla cittadinanza.




    Pubblichiamo la lettera, che contiene alcune rivendicazioni ben precise, anche in vista del prossimo anno. 

Siamo i migranti africani del Foro Boario. 

Abbiamo letto “la Stampa” di sabato 17 Agosto con l’intervento del sindaco di Saluzzo Paolo Allemano riguardo la situazione al Foro e sentiamo l’esigenza di rispondere.
Condividiamo anche noi la preoccupazione del Sindaco sulla situazione, ma vogliamo chiarire alcuni punti. Il piano di accoglienza del Comune e della Coldiretti non è così efficiente come dice il Sindaco: più di 100 persone hanno un contratto di lavoro, ma non hanno trovato posto nel campo container. Anche chi vive nel campo container non ha vita facile: viviamo in 6 in un container, abbiamo pochi bagni e la sera alle 23 siamo chiusi a chiave dentro il campo. In più i responsabili della Coldiretti hanno deciso di staccare la corrente e farci chiudere a chiave i container mentre siamo a lavoro perchè non vogliono che chi vive fuori venga a caricare il cellulare e a fare la doccia dentro il campo.

Il sindaco parla della “necessità di buone relazioni interumane”, ma fa di tutto per dividerci al nostro interno.
Anche i servizi igienici di cui parla il Sindaco non sono sufficienti: 3 bagni e 1 doccia (oltre alle 2 messe a disposizione dall’associazione “Monviso solidale”) non bastano per 500 persone non bastano e questo esaspera ancora di più la situazione, visto che già viviamo in baracche.
Pensiamo anche che l’acqua sia un bene fondamentale per sopravvivere. L’acqua è un diritto solo per chi lavora? O tutti ne hanno diritto perchè sono essere umani? Abbiamo dovuto fare una manifestazione perchè il Sindaco ci desse l’acqua dopo avercela tolta: c’è davvero bisogno di una mobilitazione per l’avere l’acqua? La mobilitazione è stata un atto voluto da tutti e necessario: un gruppo è andato a manifestare, uno a lavorare e uno è rimasto al campo perchè avevamo paura di essere mandati via. Tutti volevamo manifestare e a nulla serve che si tenti di dividerci dicendo che solo 100 erano in piazza. Inoltre il rubinetto montato dal Comune non è più pulito dell’altro: l’acqua stagna e scorre in mezzo alla spazzatura.

Un mese fa le forze dell’ordine hanno anche detto che darci troppi bagni e l’acqua avrebbe comportato il fatto che non ce ne saremmo più andati: siamo qui per lavorare, per sopravvivere e perchè senza contratto non possiamo rinnovare il permesso di soggiorno e, finita la stagione e se non troviamo lavoro, ce ne vogliamo andare.
Il problema è il lavoro: non vogliamo che le forze dell’ordine vengano a sottoporci delle domande su come lavoriamo. Sanno benissimo che lavoriamo ben oltre il limite dell’orario massimo, che le paghe sono basse e che ormai è abitudine segnarci in busta paga pochissime giornate di lavoro rispetto a quelle davvero fatte. Questo comporta non solo che non ci vengono versati tutti i contributi, ma anche che spesso non riusciamo a chiedere la disoccupazione o, visto che viene calcolata sulle ultime due busta paga, ne otteniamo una bassissima che non ci permette di sopravvivere nei periodi in cui non lavoriamo.

Al Sindaco, per l’anno prossimo, chiediamo:
– che tutti coloro che hanno un contratto abbiamo un posto dove vivere: il campo container deve essere più grande!

-che non ci siano più sgomberi per chi vive in baracca

-che ci siano più bagni e più docce

-che ci vengano segnate in busta paga, nel rispetto della legge, tutte le giornate di lavoro e ci vengano versati tutti i contributi

Alcuni ragazzi del Foro Boario