[BSA NAZIONALE] solidarietà ed autorganizzazione: bollettino dal sisma n°6

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Lunedì 10 Settembre 2012

“Le direttive sono queste, bisogna raccontare solo cose felici”. Sono le parole udite con le nostre orecchie da un giornalista di un’importante emittente tv nazionale. “Purtroppo” – aggiungeva durante una chiacchierata informale – “perché così si censurano cose importanti”. Avrebbe voluto raccontare l’Emilia per come stanno le cose veramente, avrebbe voluto descrivere e divulgare la realtà dei fatti, piuttosto che dipingerne ad arte una versione decisa a tavolino. Ma anche il migliore articolo o servizio non servirebbe a nulla se non venisse pubblicato, meglio adeguarsi alla linea cercando semmai di carpire elementi interessanti qua e là. Non ci siamo rimasti male, non più di tanto, perché “è così, si sa”. Basta sfogliare le pagine dei quotidiani locali per rendersi conto che si tratta di un atteggiamento diffuso: la missione è raccontare della veloce ripresa delle attività produttive, della tenacia degli emiliani, delle reti di solidarietà; dare speranza alla gente, evitando inutili pessimismi e soprattutto critiche scomode.

Queste ed altre valutazioni sul livello dell’informazione dentro l’emergenza ci hanno spinti ad inventarci una campagna mediatica per riportare a galla la questione Terremoto&Ricostruzione. Così avevamo chiamato la nuova fase dell’intervento BSA in Emilia e con lo stesso slogan ci eravamo già attivati nei territori da cui provengono i nostri volontari per organizzare iniziative di divulgazione e autofinanziamento. L’Emilia è ancora scossa, diamoci una mossa! Quando poi abbiamo saputo che la Nazionale avrebbe svolto gli allenamenti a Medolla abbiamo deciso di andarci anche noi, per portare il messaggio all’attenzione di tutti.
Sullo striscione la firma non era la nostra, ma quella del Comitato Sisma.12, un gruppo di terremotati che con l’aiuto di volontari e professionisti sta cercando di fare chiarezza sugli innumerevoli decreti usciti in questi mesi, sul livello di attivazione delle amministrazioni locali e soprattutto sulla ricostruzione. Volevamo dar voce a loro perché il principio fondamentale su cui si basano tutti i nostri interventi è proprio l’autorganizzazione: il nostro non è un aiuto di stampo assistenziale, ma un supporto all’attivazione delle persone stesse che con le nostre attività sosteniamo.

Grazie ai cittadini che hanno da subito deciso di intraprendere questa strada, il Comitato rappresenta un esempio concreto di come unendo le forze e organizzandosi insieme è possibile “darsi una mossa” ed essere attori protagonisti delle vicende che accadono intorno a noi. Dalla Pagina Facebook Sisma.12:
“Il Comitato nasce dall’esigenza dei cittadini del “cratere” di dotarsi di uno strumento, che li rappresenti in tutto il territorio coinvolto dal sisma di Maggio. Vuole in qualche modo proseguire l’idea di partecipazione civile, al fine di proporsi come contenitore di informazioni, idee e progetti. Le singole attività rischiano nel tempo di diventare un interlocutore debole, mentre l’associarsi consente di produrre una base attenta, numerosa e vigile che dovrà per forza di cose essere tenuta in considerazione da tutte le funzioni pubbliche che opereranno in futuro per la ricostruzione della “Bassa” e per la sua gestione.”
Continueremo dunque a spronare gli italiani ad informarsi su quanto accade in queste terre e a supportare gli emiliani che si stanno dando da fare per il proprio futuro.

Girando per la Bassa, tuttavia, spesso abbiamo incontrato un certo sentimento di rassegnazione da parte di molti terremotati. Dalle chiacchiere che scambiamo con gli abitanti del posto ogni volta che facciamo una staffetta o che li incontriamo per strada, ci pare di intendere che l’impianto politico e amministrativo dell’intera zona seppur criticato da molti sia allo stesso tempo considerato come un dato di fatto, una sorta di monolite che giace nelle strutture istituzionali governando il territorio in modo indisturbato e indisturbabile. Il moto di propulsione all’autogestione e all’organizzazione dal basso in Emilia c’è e si è fatto sentire da subito, ma pare almeno in parte sospinto più dall’idea che “a chiedere non si ottiene mai niente, meglio fare da sé”, piuttosto che dall’esigenza di attivarsi in prima persona per cambiare lo stato di cose esistente.

E’ vero, c’è la crisi. E’ vero, il terremoto era inaspettato e forse ha davvero colto tutti impreparati. Ma pretendere che l’emergenza venga finanziata immediatamente è doveroso, oltre ad essere un diritto. Pretendere una gestione meno complicata e a tratti contraddittoria di quella che gli innumerevoli decreti comportano, sarebbe un modo per favorire chiarezza e trasparenza e magari anche agevolare la partecipazione della società civile. Pretendere che ogni singolo cittadino possa decidere come ricostruire la propria casa, chiedere che nelle opere di riedificazione vengano utilizzate le tecniche della bioedilizia ad impatto zero e nel rispetto dell’ambiente, chiedere che ci si preoccupi della possibilità di un progressivo abbandono del territorio come è successo a l’Aquila, non sono solo rivendicazioni legittime ma precise richieste politiche necessarie perché gli apparati statali si pongano come obiettivo il benessere delle persone e degli spazi di vita piuttosto che gli interessi economici e gli sbocchi imprenditoriali che ogni emergenza può rappresentare.

Cercheremo di tenere insieme rivendicazioni e autorganizzazione a partire dalla rilevazione dei bisogni delle persone, sia quelli materiali che con le Staffette proveremo a soddisfare al meglio, sia tecnici e di informazioni, mettendo a disposizione il nostro camper per gli architetti e i professionisti del Comitato. Stiamo organizzando uno sportello itinerante che a partire da Domenica girerà per la Bassa ad incontrare le domande più urgenti per tentare di fornire il maggior numero di risposte possibile.

Abbiamo ricostruito il Campo Base lavorando sodo per due settimane, abbiamo realizzato tutto con le nostre forze non senza momenti di stanchezza e fatica, affrontando una ad una le difficoltà che ogni giorno si presentavano. Ma lo abbiamo fatto con passione e determinazione, perché ci crediamo davvero. Vogliamo continuare ad esserci, per dimostrare che la Solidarietà Attiva può realmente rivelarsi un’arma vincente.

Brigate di Solidarietà Attiva

Per INFO sul Comitato SISMA.12: http://www.facebook.com/groups/233851983404092/