[BSA CAVEZZO] Solidarietà e Autorganizzazione – Bollettino dal Sisma – n°1

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Lunedì 6 Agosto 2012

E’ stata una settimana intensa quella appena passata.
E’ iniziata lunedì scorso con l’uscita ufficiale delle zone terremotate dal periodo di emergenza. Il 29 Luglio, a sessanta giorni dall’ultima scossa, finisce l’emergenza e tutto passa ad una nuova fase.
Qui a Cavezzo i servizi della Protezione Civile si restringono ai soli residenti, attraverso il meccanismo delle tessere. Il Campo Abruzzo ospita circa 220 persone, famiglie o singoli, chi con la casa inagibile, chi rimasto senza lavoro, chi in particolari situazioni di difficoltà. L’amministrazione di Cavezzo da subito ha gestito l’emergenza in modo da lasciare spazio all’associazionismo e al volontariato civile: le associazioni fanno animazione per bambini dentro il campo, il market comunale gestito da cavezzesi distribuisce alimentari, generi di prima necessità e vestiti, mentre a ridosso del campo vengono organizzati piccoli eventi serali.

Da oggi a ridosso del campo ci siamo anche noi, in collaborazione con i cavezzesi del market comunale e con un nostro punto d’ascolto. L’idea è che la complessità della situazione e del tipo di intervento debba richiedere metodi di gestione flessibili seppur chiari, che siano in grado di adattarsi all’umanità e all’eterogeneità degli specifici casi che di volta in volta si presentano.I criteri della tessera stabiliscono categorie di aventi diritto che possono allargarsi o restringersi ma restano a volte troppo rigide. Il punto d’ascolto ha proprio la funzione di stabilire un dialogo con le persone per considerarne la condizione a 360 gradi. Proviamo a rispondere alle domande più frequenti: Ho perso il lavoro, avrò la cassa integrazione? Come funzionano le verifiche di agibilità delle case? Come si affronta la paura?. Proviamo a mettere a disposizione uno spazio dove anche semplicemente sfogarsi, rievocare i momenti del terremoto, raccontarsi e farsi raccontare. Il terremoto ha sparigliato le carte, aprendo anche a nuovi spazi di socialità che crediamo di enorme valore.

LA TERRA TREMA? RESTIAMO INSIEME!
Già da una settimana ogni giorno le nostre attività possono contare anche sull’aiuto di un energico gruppo di ragazzi del posto. Giovani, con tanta voglia di fare, passano spesso tutta la giornata al campo base delle BSA, in via Cavour 49. Chi dà una mano a sistemare il magazzino per le staffette, chi ci aiuta ad organizzare il nuovo spazio per i bambini, i ragazzi sono ormai perfettamente inseriti nella gestione del campo. Le nostre assemblee grazie a loro sembrano più complete, sono sicuramente più entusiasmanti!

Lo spazio bimbi rientra nella serie di attività che vogliamo continuare o avviare perchè la popolazione possa trovare qui un luogo dove incontrarsi, riposarsi, socializzare, dove parlare dei problemi ma anche farsi due risate, dove divertirsi e mettersi in gioco, anche costruendo insieme a noi le iniziative di solidarietà dell’intervento stesso.
Vogliamo invitare tutti quelli che ci hanno conosciuto in questi due mesi a mangiare di nuovo con noi venerdì 10 alla cena TUTTI NELLA STESSA PASTA!, perchè la socialità passa anche dalla tavola!

Vogliamo anche continuare a stare accanto alla popolazione, indipendentemente dal terremoto. Le distribuzioni di materiali, le staffette e gli sportelli ci hanno reso evidente come quest’emergenza sia andata ad aggravare una condizione di precarietà preesistente, dovuta alla crisi e alle difficoltà economiche. Per questo da oggi sarà aperto qui da noi lo SPORTELLO ANTICRISI, per valutare insieme come affrontare le difficoltà. Lo sportello potrà godere del supporto di sindacalisti, avvocati, associazioni di categoria che sosterranno i nostri volontari garantendo informazione e assistenza sui temi di casa, lavoro, sussisitenza economica e supporto legale.

Gli amici di Emergency, con cui più volte abbiamo collaborato nelle ultime settimane, sono invece una grande risorsa sul piano sanitario: grazie a loro abbiamo seguito il caso di alcuni migranti ospiti dell’altro centro accoglienza presente a Cavezzo, il Palaverde.

MULTICULTURALITA’ NON FA RIMA CON FORZE DELL’ORDINE
Al punto di distribuzione erano venuti spesso. Soprattutto uomini, marocchini, tunisini, migranti ospiti del Palaverde. Un grosso padiglione con centinaia di brandine ospita la zona dormitorio, fuori una zona mensa e degli spazi comuni, il tutto gestito dalla Protezione Civile. Con alcuni siamo diventati amici, molti ci raccontano le loro storie di vita, molti ci spiegano cosa vuol dire subire il terremoto per chi viene da altri paesi. Le barriere linguistiche, le condizioni di precarietà legate al permesso di soggiorno, le differenze culturali che a volte assumono grande rilevanza, come durante il Ramadan, sono tutti elementi che si sommano alle dinamiche di “convivenza forzata” e riorganizzazione della comunità che l’emergenza comporta. Il dialogo con l’amministrazione su questo è stato proficuo: l’incontro tra l’utenza che si rivolgeva al nostro campo e i servizi messi a disposizione dal comune è stato garante di una buona gestione del centro rispetto alla tutela delle usanze culturali e alla fase di chiusura che lo interesserà a breve.

In questo contesto ci ha spiacevolmente colpito l’episodio di Giovedì sera, causato dall’intervento dei Carabinieri davanti al Campo Abruzzo. Nonostante gli accordi che intercorrevano tra l’assessorato alle politiche sociali, i volontari delle BSA e gli operatori di Emergency, le forze dell’ordine hanno ritenuto opportuno invitare alcuni ragazzi migranti a smontare le loro tende dal sito che era stato individuato come più opportuno per loro. Fermandosi sul “eseguire gli ordini” si perde talvolta quella sensibilità che sola basterebbe a risolvere tanti problemi. Siamo felici di essere stati immediatamente chiamati dai ragazzi e di essere stati al loro fianco fino a notte inoltrata, per garantire che l’episodio si concludesse con un tetto sopra la testa per tutti. Pensiamo che la multiculturalità sia una risorsa e non una minaccia! Pensiamo che in un territorio come quello emiliano, che storicamente si è tanto battuto per la libertà, la solidarietà e l’uguaglianza sociale, la diffidenza e l’intolleranza nei confronti delle differenze siano da arginare e non certo da incentivare.

Anche per questo lo striscione appeso nel nostro campo si conclude con la frase “La Solidarietà è per Tutti“. Una frase che ci ricorda un motto, tra i più apprezzati delle BSA: UNITI SIAMO TUTTO, DIVISI SIAM CANAGLIA.

Noi ci siamo. E voi?